IL MANOSCRITTO

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Autore: Morena BENINCASA
Prezzo: 12,00 € cad.

Specifiche

248
978-88-89534-37-3
Ottobre 2016
strong /13 x 20 cm
 eBook     € 6,00     cartacquista

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CAPITOLO I

Si alzò dalla sedia su cui era seduto, in cucina: cominciava ad avvertire, infatti, la necessità di sgranchire le gambe, dopo essere stato per troppo tempo nella stessa posizione. Accusava la stanchezza di essere rimasto troppo a lungo concentrato, fin dal primo mattino, totalmente assorbito dal lavoro, chino sul computer e ora quell’affaticamento si era concretizzato in uno spiacevole indolenzimento di ogni muscolo del collo e delle spalle. Aveva il bisogno impellente di cambiare postura e sciogliere un pò le articolazioni, ma soprattutto aveva l’esigenza di concedere alla propria mente una pausa: un fastidioso mal di testa gli faceva pulsare le tempie, dandogli la sgradevole sensazione di avere il capo racchiuso tra due opprimenti morse di metallo che premevano, stringendolo dolorosamente. Conosceva un solo modo per riappropriarsi del piacevole e rilassante benessere, prezioso per la sua mente, e consisteva nella benefica quiete che gli procurava la vista del panorama di cui poteva giovarsi affacciandosi alla finestra del salone: il suo appartamento, situato al quinto piano, gli offriva una veduta incredibile, che ogni volta lo stupiva e affascinava. Le tapparelle, completamente abbassate, avvolgevano tutto l’ambiente in una penombra gradevole e rassicurante. La debole luce filtrata dall’esterno gli impedì di distinguere la sagoma di un libro rimasto a terra, lì, sul tappeto su cui inciampò. Era stato abbandonato in quella posizione da sua moglie, la sera, prima di coricarsi, con gli occhiali distrattamente appoggiati tra le pagine del volume che stava leggendo. ”Sei la solita sbadata, non mi ascolti mai quando ti dò dei consigli! Metti a posto quegli occhiali e abbine più cura se non vuoi ritrovarli rotti per l’ennesima volta!” “Ma cosa vuoi da me? – replicò stizzita la donna - Forse lo devi ripagare tu, eventualmente, un nuovo paio?” “Non è per il denaro, è una questione di principio che ha a che vedere con l’ordine e soprattutto il rispetto per le cose, che tu non riesci proprio ad avere!” “Ma sentite, ha parlato la quintessenza della persona razionale ed ordinata! Tu, proprio tu che trascorri intere giornate a cercare i tuoi oggetti riposti chissà dove e che non riesci più a ritrovarli, pretendendo di coinvolgermi in noiose cacce al tesoro. Abbi almeno la compiacenza di tacere e pensare agli affari tuoi!” Con passi ciechi, muovendosi nella luce appena diffusa delle tapparelle abbassate, pensò “ipso facto” di Morena Benincasa averli conseguentemente calpestati e gli parve di vederli ridotti a pezzi o malamente ripiegati. Fortunatamente, raccogliendoli da terra e controllandoli, si accorse che non era successo nulla di irreparabile, solo l’assetto generale della montatura appariva un po’ più storto, ma le lenti erano intatte e il telaio non si era piegato. Ugualmente provò un moto di rabbia per la superficialità della moglie, cui aveva rimproverato in parecchie occasioni di non prestare sufficiente attenzione a dove riponeva gli occhiali. Abbandonati a terra, lei stessa aveva finito più volte per calpestarli maldestramente! Per di più, spesso aveva dovuto acquistarne un nuovo paio, e tutto ciò solo a causa della noncuranza con cui li riponeva, abbandonandoli nei punti più disparati della casa, soprattutto sul pavimento! Questa stizzita considerazione lo indusse a prendere in mano il telefono e chiamarla in ufficio, per avvisarla di passare dall’ottico e comprare l’ennesimo nuovo paio di occhiali da lettura, poi desistette: il suo gli parve, come in effetti era, un gesto infantile, dettato solo da un moto di collera incontrollata. Era senz’altro più opportuno evitare di alimentare e inasprire le numerose ragioni dei conflitti fra loro che, inevitabilmente, sarebbero sfociati in ulteriori, banali litigi, controproducenti per il loro già delicatissimo equilibrio di coppia, sempre terribilmente in bilico. I motivi su cui trovavano da discutere erano talmente tanti che, a volte, le loro discussioni degeneravano, sconfinando dai canoni di un’accettabile e civile vita in comune! Gli argomenti su cui discutere, lamentarsi e scambiarsi accuse reciproche non mancavano di certo! Erano all’ordine del giorno, una sorta di copione scritto, quotidianamente riproposto fino alla noia.

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